C'è anche l'Alma Mater nella straordinaria scoperta archeologica messa a segno in Egitto: una missione italo-americana ha scoperto infatti la più antica immagine di un re sacerdote dell'antico Egitto, risalente probabilmente al 3200 a.c.
L'annuncio arriva dall'Aswan-Kom Ombo archeological project, al quale lavorano il nostro aterneo e quello di Yale. La scoperta è avvenuta a Nag el Hamdu-lab, sito di arte rupestre sulla riva del Nilo a nord di Aswan.
L'immagine, dicono gli archeologi, è straordinaria perchè rappresenta la prima raffigurazione di un corteo regale, composto dal faraone con indosso la corona bianca dell'Alto Egitto.
(Il Resto del Carlino - 6 luglio 2011)
Anna Maria Mandelli
Studiosa e ricercatrice
04 agosto 2011
05 novembre 2010
SCOPERTA A GIZA
Il CAIRO - EGITTO 4/11/2010
Una missione archeologica condotta dal Consiglio delle Antichità Egiziane porta alla luce una parte di un lungo muro di cinta costruito attorno alla Sfinge, al fine di proteggerla contro il vento e la sabbia.
Un equipe di archeologi diretti da Zahui Hawass, il mediatico segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egiziane, porta alla luce un lungo muro di mattoni la cui data corrisponderebbe al regno di Thoutmosis IV. Questo muro sarebbe stato edificato 3.400 anni fa attorno alla Sfinge per protezione contro la sabbia e il vento.
Gli scavi sul sito stanno proseguendo cosi di trovare altri elementi in questo recinto. Inoltre, la squadra egiziana a portato alla luce resti di un muro in mattone. Secondo il prof. Hawass, potrebbe trattarsi di vestigia delle fondamenta della Piramide di Khephren.
(articolo pubblicato sulla stampa francese artclair.com)
Una missione archeologica condotta dal Consiglio delle Antichità Egiziane porta alla luce una parte di un lungo muro di cinta costruito attorno alla Sfinge, al fine di proteggerla contro il vento e la sabbia.
Un equipe di archeologi diretti da Zahui Hawass, il mediatico segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egiziane, porta alla luce un lungo muro di mattoni la cui data corrisponderebbe al regno di Thoutmosis IV. Questo muro sarebbe stato edificato 3.400 anni fa attorno alla Sfinge per protezione contro la sabbia e il vento.
Le vestigia di due parti di unl muro sono stati scoperte sulla piana di Giza: il primo misura 75 cm di altezza e si estende su 86 mt da nord a sud lungo il lato del tempio di Khephren; il secondo misura 90 cm di altezza e situato a nord del tempio su una lunghezza di 46 mt. Fino qui, solo una parte é considerata come elemento di costruzione indipendente; si tratta di un altro pezzo di 3 mt di altezza per 12 mt di lunghezza. Questa nuova scoperta, proverebbe, al contrario che la scultura una volta era completamente circondata e protetta da un vasto recinto.
Per il prof. Hawass, questo muro di cui l'esistenza era confermata da alcuni antichi testi, daterebbe sotto il regno di Thoutmosis IV. Secondo la leggenda, avrebbe deciso questa costruzione dopo avere fatto un sogno nel corso del quale la Sfinge gli avrebbe chiesto di liberarla dalla sabbia e di proteggerla, promettendo in cambio che sarebbe diventato faraone.Gli scavi sul sito stanno proseguendo cosi di trovare altri elementi in questo recinto. Inoltre, la squadra egiziana a portato alla luce resti di un muro in mattone. Secondo il prof. Hawass, potrebbe trattarsi di vestigia delle fondamenta della Piramide di Khephren.
(articolo pubblicato sulla stampa francese artclair.com)
01 novembre 2010
CONFERENZA
Mercoledi 10 novembre 2010, ORE 20.45 c/o Il Centro Sociale Borgo Via Saviotti 1 - FAENZA
"Il grido di Merlino" Un percorso nei dedali delle leggende e delle tradizioni locali, tra il Graal come simbolo femminile, l'alchimia ed altro ancora"
"Il grido di Merlino" Un percorso nei dedali delle leggende e delle tradizioni locali, tra il Graal come simbolo femminile, l'alchimia ed altro ancora"
STORIA DELLA SINDONE: TRA FANTASIE E VERITA? UN MISTERO LUNGO SECOLI
IX Convegno romano sul tema "Energia, energie un termine, infinite manifestazioni - sabato 30 ottobre 2010 c/o Facoltà Valdese di Teologia -Aula Magna ROMA
Conferenza di Anna Maria Mandelli
Conferenza di Anna Maria Mandelli
LA SCOPERTA
Articolo pubblicato su Il Resto del Carlino del19/10/2010: "Da una zucca esce il dna di Luigi XVI"
Antropologi molecolari e genetisti forensi della nostra università hanno recuperato il DNA dal sangue attribuito a Luigi XVI, il re di Francia ghigliottinato dai rivoluzionari il 21 gennaio 1793, i cui resti ematici sono stati rintracciati all'interno di una preziosa zucca pirografata. E alcuni marcatori genetici tratti dal dna mitocondriale e dal cromosoma Y, concordano con tratti che, secondo i dipinti dell'epoca, contraddistinguevano il sovrano, vedi gli occhi azzurri.
Secondo le cronache del tempo furono molti i cittadini che salirono al patibolo per immergere i loro fazzoletti nel sanque del monarca e avere un ricordo dell'esecuzione. Il team composto da Davide Petterner, Donata Luiselli, Susi Pelotti e Carla Bini in collaborazione con il gruppo guidato da Carles Lalueza-Fox ricercatore del Consejo Superiori de Investigaciones (CSIC) di Barcellona, ha analizzato i residui lasciati da uno di questi fazzoletti e i risultati ottenuti dall'analisi genetica condotta indipendentement nei due laboratori, lasciano supporre che il DNA estratto possa appartenere al re di Francia.
Nonostante non sia rimasta traccia del fazzoletto, gli scienziati sono riusciti ad analizzare i residui di una sostanza marrone rimasta depositata all'interno di una zucca posseduta da una famiglia romagnola dalla fine dell'800 e di grande valore antiquariale. Essa dimostra infatti le immagini di vari attori della rivoluzione francese, come Georges Danton, Maximilien Robespierre, Jean-Paul Marrat, la regina Maria Antonietta e Luigi XVI stesso.
Interessante, insieme alle immagini, il testo scritto in cui si racconta la storia di uno dei testimoni dell'esecuzione. Grazie a esso si sa che Maximilien Bourdaloue immerse il suo fazzoletto nel sangue, lo mise nella zucca e ordinò a un artista parigino, Jean Roux la decorazione che si concluse il 18 settembre 1793, spiegano i ricercatori del team bolognese, che lavorano nei laboratori di Antropologia molecolare e Genetica forense. L'intenzione di Bourdaloue era di vendere la zucca per 500 franchi a L'Aquila, un soprannome forse riferito al giovane Napoleone.
Antropologi molecolari e genetisti forensi della nostra università hanno recuperato il DNA dal sangue attribuito a Luigi XVI, il re di Francia ghigliottinato dai rivoluzionari il 21 gennaio 1793, i cui resti ematici sono stati rintracciati all'interno di una preziosa zucca pirografata. E alcuni marcatori genetici tratti dal dna mitocondriale e dal cromosoma Y, concordano con tratti che, secondo i dipinti dell'epoca, contraddistinguevano il sovrano, vedi gli occhi azzurri.
Secondo le cronache del tempo furono molti i cittadini che salirono al patibolo per immergere i loro fazzoletti nel sanque del monarca e avere un ricordo dell'esecuzione. Il team composto da Davide Petterner, Donata Luiselli, Susi Pelotti e Carla Bini in collaborazione con il gruppo guidato da Carles Lalueza-Fox ricercatore del Consejo Superiori de Investigaciones (CSIC) di Barcellona, ha analizzato i residui lasciati da uno di questi fazzoletti e i risultati ottenuti dall'analisi genetica condotta indipendentement nei due laboratori, lasciano supporre che il DNA estratto possa appartenere al re di Francia.
Nonostante non sia rimasta traccia del fazzoletto, gli scienziati sono riusciti ad analizzare i residui di una sostanza marrone rimasta depositata all'interno di una zucca posseduta da una famiglia romagnola dalla fine dell'800 e di grande valore antiquariale. Essa dimostra infatti le immagini di vari attori della rivoluzione francese, come Georges Danton, Maximilien Robespierre, Jean-Paul Marrat, la regina Maria Antonietta e Luigi XVI stesso.
Interessante, insieme alle immagini, il testo scritto in cui si racconta la storia di uno dei testimoni dell'esecuzione. Grazie a esso si sa che Maximilien Bourdaloue immerse il suo fazzoletto nel sangue, lo mise nella zucca e ordinò a un artista parigino, Jean Roux la decorazione che si concluse il 18 settembre 1793, spiegano i ricercatori del team bolognese, che lavorano nei laboratori di Antropologia molecolare e Genetica forense. L'intenzione di Bourdaloue era di vendere la zucca per 500 franchi a L'Aquila, un soprannome forse riferito al giovane Napoleone.
13 ottobre 2010
Il Grido di Merlino
Conferenza "Il Grido di Merlino" 8 ottobre 2010 organizzato dall'Associazione Culturale La Rose Noire di Modena - ore 21 c/o Sala civica Via M.Curie 22/a Modena
Conferenza "Il ciclo Arturiano e la leggenda del Santo Graal" con Elisabeth Mantovani, venerdi 15 ottobre 2010, ore 21 organizzato dall'Associazione La Rose Nore di Modena - Riferimenti al ciclo bretone presente nell'archivolto della Porta della Pescheria del Duomo di Modena.
Sala civica Via M.Curie 22/a Modena
Conferenza "Il ciclo Arturiano e la leggenda del Santo Graal" con Elisabeth Mantovani, venerdi 15 ottobre 2010, ore 21 organizzato dall'Associazione La Rose Nore di Modena - Riferimenti al ciclo bretone presente nell'archivolto della Porta della Pescheria del Duomo di Modena.
Sala civica Via M.Curie 22/a Modena
05 luglio 2010
LE MERCURE DE GAILLON
Ricevo e trasmetto questa informazione per gli appassionati di Rennes-le-Chateau; la rivista citata nonchè sito scrive: " Non è sempre facile riportare fatti straordinari quando si hanno dietro una montagna di racconti e di autori che pensano di avere "scoperto" Il Tesoro o La Soluzione all'enigma di Rennes-le-Chateau.
Eppure posso affermare senza arroganza nè furberia di avere scoperto UN SITO SEGRETO relativo ai primi ritrovamenti di Saunière, seguendo un percorso logico e rigoroso. Tuttavia sapendo che si tratta per ora di un solo luogo all'origine della fortuna del prete, altri sono ancora da scoprire. La finalità è altrove. Rimane ancora molto da investigare, molto da fare".
(Da un gite secret de B.Saunière révélé - Le Mercure de Gaillon 4/7/2010)
Eppure posso affermare senza arroganza nè furberia di avere scoperto UN SITO SEGRETO relativo ai primi ritrovamenti di Saunière, seguendo un percorso logico e rigoroso. Tuttavia sapendo che si tratta per ora di un solo luogo all'origine della fortuna del prete, altri sono ancora da scoprire. La finalità è altrove. Rimane ancora molto da investigare, molto da fare".
(Da un gite secret de B.Saunière révélé - Le Mercure de Gaillon 4/7/2010)
ROCCA DI SION. ARENZANO TEMPLARE - RENSEN COME RENNES
Nel libro dello studioso Lorenzo Giacchero le sorprendenti analogie tra l'antica Rensen e la francese Rennes da cui prende le mosse il libro di Dan Brown. Il tesoro ritrovato nella chiesa dedicata ai Santi Nazario e Celso.
Il mistero del "Codice da Vinci" passa dalla Liguria e, più precisamente da Arenzano. Questo è quanto afferma Lorenzo Giacchero nel suo libro.
Questo testo porta delle coincidenze..ma sono solo coincidenze? Scopritelo....leggendo. Il libro può essere richiesto direttamente all'autore.
Il mistero del "Codice da Vinci" passa dalla Liguria e, più precisamente da Arenzano. Questo è quanto afferma Lorenzo Giacchero nel suo libro.
Questo testo porta delle coincidenze..ma sono solo coincidenze? Scopritelo....leggendo. Il libro può essere richiesto direttamente all'autore.
21 maggio 2010
CAVALIERI - DAI TEMPLARI A NAPOLEONE
STORIE DI CROCIATI, SOLDATI, CORTIGIANI - DAL 28 NOVEMBRE 2009 ALL'11 PARILE 2010 C/O LA VENARIA REALE (TORINO)
SEZIONE 1-6: CAVALIERI DI CRISTO
"Nel 1099 i crociati conquistarono Gerusalemme. Da allora, l'Occidente fu impegnato ad impedire ai musulmani di riconquistare la Terrasanta. Alcuni cavalieri, per guadagnarsi la salvezza dell'anima combattendo in nome di Cristo, fondarono ordini monastico-cavallereschi: nacquero cosi i Templari, gli Ospitalieri e i Teutonici".
Sezione 7-10: CAVALIERI DEI RE
"Dal Trecento i sovrani europei diedero vita a ordini monarchici ispirati agli ideali di Artù e della Tavola Rotonda. Loro emblema era un collare che univa simbolicamente Gran Maestro e cavalieri. La Riforma Protestante portò la scomparsa di molti di essi ma nel Seicento tutte le principali dinastie avevano di uovo un proprio ordine".
Sezione 11-14: L'ONORE E IL MERITO
"Nel 1693 Luigi XIV fondò l'Ordine di San Luigi per i militari e conferì l'ordine di San Michele ad artisti e letterati. Nel Settecento si verificò un'inflazione degli onori e la crisi della cultura cavalleresca, causata dal pensiero illuminista, trasformò gli ordini in decorazioni: un processo che si concluse nell'epoca napoleonica con la creazione della Legion d'onore":
SEZIONE 1-6: CAVALIERI DI CRISTO
"Nel 1099 i crociati conquistarono Gerusalemme. Da allora, l'Occidente fu impegnato ad impedire ai musulmani di riconquistare la Terrasanta. Alcuni cavalieri, per guadagnarsi la salvezza dell'anima combattendo in nome di Cristo, fondarono ordini monastico-cavallereschi: nacquero cosi i Templari, gli Ospitalieri e i Teutonici".
Sezione 7-10: CAVALIERI DEI RE
"Dal Trecento i sovrani europei diedero vita a ordini monarchici ispirati agli ideali di Artù e della Tavola Rotonda. Loro emblema era un collare che univa simbolicamente Gran Maestro e cavalieri. La Riforma Protestante portò la scomparsa di molti di essi ma nel Seicento tutte le principali dinastie avevano di uovo un proprio ordine".
Sezione 11-14: L'ONORE E IL MERITO
"Nel 1693 Luigi XIV fondò l'Ordine di San Luigi per i militari e conferì l'ordine di San Michele ad artisti e letterati. Nel Settecento si verificò un'inflazione degli onori e la crisi della cultura cavalleresca, causata dal pensiero illuminista, trasformò gli ordini in decorazioni: un processo che si concluse nell'epoca napoleonica con la creazione della Legion d'onore":
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MOSTRER - EXPO
17 marzo 2010
UFO e immagini di ET preistorici trovati in una grotta in India
India - Fonte: Archaeology Daily
"Un gruppo di antropologi, che lavorano con le tribù di montagna in una zona remota dell'India, hanno fatto una scoperta sorprendente: intricate pitture rupestri preistoriche raffiguranti alieni e imbarcazioni volanti di tipo UFO.
Le immagini sono state ritrovate nel distretto Hoshangabad dello stato delMadhya Pradesh a soli 70 km dal centro comunale del Raisen. Le grotte sono nascoste all'interno di una fitta giungla. Una chiara immagine di quello che potrebbe essere un alieno ET in una tuta spaziale può essere vista in un dipinto delle grotta insieme ad un classico UFO a forma di disco volante che pare sia una cosa che splende raggiante e sembra inviare raggi in alto o in basso. Un campo di forza o qualcosa di questo tipo si vede nella parte posteriore dell' UFO.
Inoltre è visibile un altro oggetto che potrebbe raffigurare un buco nero, che spiega come gli stranieri fossero in grado di raggiungere la Terra. Questa immagine può portare gli appassionati di UFO a concludere che le immagini potrebbero essere state elaborate con la partecipazione degli stranieri stessi.
Un archeologo locale, Wassim Khan, ha personalmente visto le immagini. Egli sostiene che gli oggetti e le creature raffigurati in esse sono del tutto anomali e diversi rispetto ad altri esempi, già scoperti, di arte rupestre preistorica raffiguranti la vita antica nella zona. Perciò egli ritiene che essi potrebbero suggerire che esseri provenienti da altri panieti abbiano potuto interagire con gli esseri umani fin dalla preistoria. Si tratta di un sostegno di peso per la "teoria degli antichi astronauti", che postula che la civiltà umana sia nata grazie alla benevola assistenza di stranieri, viaggiatori dello spazio".
Le immagini sono state ritrovate nel distretto Hoshangabad dello stato delMadhya Pradesh a soli 70 km dal centro comunale del Raisen. Le grotte sono nascoste all'interno di una fitta giungla. Una chiara immagine di quello che potrebbe essere un alieno ET in una tuta spaziale può essere vista in un dipinto delle grotta insieme ad un classico UFO a forma di disco volante che pare sia una cosa che splende raggiante e sembra inviare raggi in alto o in basso. Un campo di forza o qualcosa di questo tipo si vede nella parte posteriore dell' UFO.
Inoltre è visibile un altro oggetto che potrebbe raffigurare un buco nero, che spiega come gli stranieri fossero in grado di raggiungere la Terra. Questa immagine può portare gli appassionati di UFO a concludere che le immagini potrebbero essere state elaborate con la partecipazione degli stranieri stessi.
Un archeologo locale, Wassim Khan, ha personalmente visto le immagini. Egli sostiene che gli oggetti e le creature raffigurati in esse sono del tutto anomali e diversi rispetto ad altri esempi, già scoperti, di arte rupestre preistorica raffiguranti la vita antica nella zona. Perciò egli ritiene che essi potrebbero suggerire che esseri provenienti da altri panieti abbiano potuto interagire con gli esseri umani fin dalla preistoria. Si tratta di un sostegno di peso per la "teoria degli antichi astronauti", che postula che la civiltà umana sia nata grazie alla benevola assistenza di stranieri, viaggiatori dello spazio".
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